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ASPETTI GENERALI E PRINCIPI DI VOLOLa prima, ovvia, domanda che ci si pone di fronte ad un autogiro è sicuramente questa: ma come fa a volare? Il senso comune per una macchina volante prevede almeno un paio d’ali belle solide, il rotore è ammesso ma almeno se il movimento è dato dal motore. Il fatto di avere un rotore sulla testa che gira liberamente grazie alla sola forza del vento impone profonde inquietudini a molti. I profani e neofiti tendono ad accomunare l’autogiro con l’elicottero. Questo è un grave errore, potenzialmente molto pericoloso se si cerca di far volare le due macchine allo stesso modo, poiché sono basate su principi aerodinamici completamente differenti. Nel suo insieme l’autogiro può essere visto come una combinazione di un pendolare (deltaplano a motore), la struttura è allo stesso modo "appesa" al disco del rotore, di un aereo convenzionale, dato il pilotaggio simile sui tre assi, e l’elicottero per la presenza del rotore. Il risultato è una macchina strutturalmente molto semplice, facile da pilotare e con una gran manovrabilità. Il rotore è la parte principale dell’autogiro e vale a dire quella che gli permette di volare e di imporre il controllo del mezzo. Tranne casi eccezionali esso è costituito da due pale in materiale composito o alluminio e la cui lunghezza sono funzione del peso complessivo massimo della macchina. Il passo della pala non può essere cambiato dal pilota in volo come avviene sugli elicotteri, inoltre ad esso è associato un movimento, il flappeggio, che permette di annullare la differenza di portanza esistente tra la pala avanzante e quella retrocedente. Il pilota può intervenire solamente sull’inclinazione di tutto il disco rotore, azionando la cloche, ottenendo come risultato la direzionabilità del mezzo. Il rotore ruota liberamente sotto l’azione del flusso d’aria che lo attraversa dal basso verso l’alto. Questo è l’aspetto più importante e rivoluzionario dell’invenzione di la Cierva poiché esso manterrà sempre e comunque la sua rotazione, anche in caso d’avaria al motore. Esso manterrà tale rotazione fintanto che il mezzo sarà sottoposto a forza di gravità positiva. Il numero di giri che acquisisce è dipendente dalla situazione di volo ed è assolutamente autoregolante. Ciò permette di assicurare la portanza in tutte le condizioni di volo sia esso orizzontale, traslato o di discesa verticale con avanzamento nullo. E’ così scongiurato lo stallo a bassa velocità tipico dei velivoli ad ala fissa rendendo l’autogiro il mezzo più sicuro in caso di emergenza.
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